Scarpe da calcetto: come sceglierle tra indoor, turf e sintetico
Guida completa alle scarpe da calcetto: cosa significano le sigle IC, TF, AG e MG, quale suola usare su parquet, erba sintetica e cemento, come scegliere la taglia giusta, quanto spendere e quando cambiarle.
In breve: le scarpe da calcetto si scelgono in base alla superficie del campo, non al modello o al marchio. Su parquet, PVC e resina servono scarpe indoor (IC/IN), con suola piatta in gomma non marcante. Su erba sintetica a filo corto e cemento verniciato servono turf (TF), con decine di microtacchetti bassi. Sul sintetico di ultima generazione con intaso funzionano le artificial ground (AG) o le multi-ground (MG). Le scarpe da calcio con tacchetti lunghi (FG e SG) vanno evitate sempre nel calcio a 5: ancorano il piede al terreno, aumentano il rischio di distorsioni e rovinano il fondo di gioco.
Nel calcio a 5 il piede cambia direzione ogni due o tre appoggi, su uno spazio che è meno di un quarto di un campo da calcio a 11. Frenate secche, perni, scatti su due metri: è uno sport di accelerazioni corte e continue, e tutto passa dal punto di contatto tra la suola e il pavimento. Per questo la scelta delle scarpe da calcetto non è una questione estetica né una questione di prezzo: la suola sbagliata sulla superficie sbagliata è una delle cause più frequenti di scivolate, distorsioni della caviglia, sovraccarichi al ginocchio e dolori alla pianta del piede.
La buona notizia è che il criterio di scelta è semplice e si riduce a poche regole. In questa guida trovi il significato di tutte le sigle delle suole, la tabella che associa ogni superficie alla scarpa corretta, come riconoscere il fondo del campo su cui giochi, cosa cambia davvero tra una scarpa da 50 euro e una da 130, come scegliere la taglia, e le risposte alle domande più comuni di chi gioca a calcetto una o due volte a settimana.
Le sigle delle suole: IC, TF, AG, MG, FG, SG e HG
Ogni scarpa da calcio e da calcetto porta sulla scatola, e spesso sul tallone, una sigla di due lettere che identifica il tipo di suola e la superficie per cui è progettata. Imparare a leggerle è il novanta per cento del lavoro: una volta capita la sigla, la scelta si restringe a due o tre modelli.
| Sigla | Nome esteso | Suola | Superficie ideale | Adatta al calcetto? |
|---|---|---|---|---|
| IC (o IN) | Indoor Court | Piatta, gomma non marcante, disegno a spina o a cerchi | Parquet, PVC, linoleum, resina, cemento liscio al coperto | Sì, la scelta corretta per i campi indoor |
| TF | Turf | Decine di microtacchetti in gomma alti 2-4 mm | Erba sintetica a filo corto, cemento verniciato, fondi duri outdoor | Sì, è la più versatile all'aperto |
| AG | Artificial Ground | Tacchetti corti, numerosi, spesso cavi per distribuire la pressione | Erba sintetica di ultima generazione con intaso in gomma | Sì, sui sintetici a filo lungo |
| MG | Multi Ground | Ibrida: tacchetti di lunghezza intermedia tra FG e AG | Sintetico e erba naturale compatta | Compromesso accettabile se giochi su fondi diversi |
| FG | Firm Ground | 10-13 tacchetti lunghi, conici o a lama | Erba naturale compatta e asciutta | No |
| SG | Soft Ground | 6-8 tacchetti lunghi, spesso avvitabili e metallici | Erba naturale bagnata o fangosa | No, mai |
| HG | Hard Ground | Tacchetti corti, robusti e ravvicinati | Terreni duri, secchi, sterrati | Raramente utile, la TF fa lo stesso lavoro meglio |
Indoor (IC): la suola piatta non marcante
La scarpa indoor ha una suola completamente piatta in gomma, con un disegno superficiale che serve solo a incanalare la polvere. Non ha tacchetti perché su parquet, PVC o resina il grip è già garantito dall'attrito della mescola: aggiungere rilievi significherebbe solo aumentare la resistenza alla rotazione, cioè esattamente la forza che stira i legamenti del ginocchio quando il piede resta fermo e il corpo gira.
La gomma è quasi sempre non marcante (in inglese non-marking): non lascia striature nere sul pavimento. È un requisito che moltissimi palazzetti e palestre impongono per regolamento, ed è la ragione per cui non puoi presentarti su un parquet con un paio di scarpe da ginnastica qualsiasi.
Turf (TF): il microtacchetto che non ancora il piede
La turf è la scarpa più diffusa nel calcetto italiano, perché la maggior parte dei campi all'aperto è in erba sintetica a filo corto o in cemento verniciato. La suola è coperta da decine di piccoli tacchetti in gomma, alti pochi millimetri: sono abbastanza per mordere il sintetico ed evitare lo scivolamento, ma troppo corti per affondare e bloccare il piede.
Il vantaggio è la distribuzione del carico: con quaranta o cinquanta punti d'appoggio la pressione sulla pianta è uniforme, mentre con dodici tacchetti lunghi si concentra su dodici punti. Su un fondo duro questa differenza si sente dopo venti minuti di partita, sotto forma di bruciore ai metatarsi.
Artificial e Multi Ground (AG/MG): il compromesso per il sintetico
I campi in erba sintetica di ultima generazione, quelli con filo lungo e intaso in granuli di gomma, si comportano più come l'erba naturale che come un fondo duro: il piede affonda di qualche millimetro. Qui la turf può risultare un po' scivolosa e la scelta migliore diventa la AG, con tacchetti corti ma più pronunciati, spesso cavi all'interno per assorbire l'impatto.
La MG è una via di mezzo pensata per chi alterna sintetico ed erba naturale, tipicamente chi gioca sia a calcio a 5 sia a calcio a 7 o a 11. È un compromesso onesto, ma resta un compromesso: se giochi sempre sulla stessa superficie, la scarpa dedicata è sempre superiore.
Quale scarpa per quale campo: la tabella di riferimento
Questa è la tabella da tenere a mente al momento dell'acquisto. La colonna "da evitare" è importante quanto le altre: nel calcetto la maggior parte dei problemi nasce da una scarpa troppo aggressiva per il fondo, non da una scarpa troppo poco tecnica.
| Superficie del campo | Scarpa consigliata | Alternativa accettabile | Da evitare |
|---|---|---|---|
| Parquet (palestre e palazzetti) | IC indoor | Nessuna | TF, AG, FG, SG |
| PVC, linoleum, tappeto sportivo indoor | IC indoor | Nessuna | Tutto il resto |
| Resina o cemento verniciato al coperto | IC indoor | TF con microtacchetti molto bassi | FG, SG, AG |
| Cemento verniciato all'aperto | TF turf | IC con mescola tenace | FG, SG |
| Erba sintetica a filo corto senza intaso | TF turf | AG | FG, SG, IC |
| Erba sintetica di ultima generazione con intaso | AG | TF o MG | FG, SG, IC |
| Sintetico bagnato o appena innaffiato | AG | TF con mescola morbida | IC |
| Erba naturale (calcio a 7 o a 11) | FG | MG | IC, TF |
Come capire che superficie hai sotto i piedi
Sembra banale, ma è il passaggio che quasi tutti saltano: prima di scegliere la scarpa bisogna sapere con certezza su cosa si gioca. In Italia il termine "calcetto" copre almeno cinque fondi diversi, e la stessa struttura può avere un campo coperto in resina e uno all'aperto in sintetico.
- Parquet: legno verniciato, lucido, con le righe di più discipline sovrapposte. Tipico dei palazzetti e delle palestre scolastiche.
- PVC o linoleum: superficie sintetica continua, opaca, leggermente elastica sotto il piede. Molto diffusa nelle strutture polivalenti moderne.
- Resina o cemento verniciato: fondo rigido e uniforme, spesso verde o blu, con la vernice antiscivolo che al tatto ricorda una carta vetrata finissima. È la superficie più dura di tutte.
- Erba sintetica a filo corto: il classico campetto da calcetto, filo di 15-25 mm, poco o nessun intaso, spesso posato su cemento. Sembra un tappeto verde piatto.
- Erba sintetica di ultima generazione: filo di 40-60 mm, granuli neri o verdi che si sollevano quando corri, sensazione morbida. È il fondo più usato oggi anche per il calcio a 7.
Se hai un dubbio, il modo più veloce per toglierlo è guardare la scheda della struttura prima di prenotare: la superficie è quasi sempre indicata insieme alle dimensioni e alla presenza di copertura. Puoi verificarlo direttamente sulla pagina dei campi da calcio a 5 o cercando la struttura sulla mappa dei centri sportivi.
Indoor o turf: la scelta in quattro domande
Se devi comprare un solo paio di scarpe, rispondi a queste quattro domande in ordine.
- Dove giochi almeno il 70% delle volte? Se la risposta è "sempre nello stesso centro", compra la scarpa dedicata a quella superficie e smetti di ragionare. È la situazione più comune ed è anche la più semplice da risolvere.
- Il campo è coperto o all'aperto? Coperto quasi sempre significa parquet, PVC o resina, quindi indoor. All'aperto quasi sempre significa sintetico o cemento verniciato, quindi turf. Se d'inverno il tuo gruppo si sposta spesso, leggi la guida su dove giocare quando piove.
- Che sensazione hai avuto l'ultima volta? Se sei scivolato nei cambi di direzione ti serve più grip, quindi sali di aggressività (da IC a TF, da TF ad AG). Se invece hai avuto la sensazione che il piede restasse incollato e hai sentito il ginocchio lavorare in torsione, scendi di aggressività.
- Quante volte a settimana giochi? Una volta a settimana su fondi variabili: un solo paio di turf, la soluzione più versatile in assoluto. Due o tre volte a settimana su fondi diversi: due paia dedicate, che tra l'altro durano di più perché alternate.
La regola pratica che riassume tutto: in dubbio tra indoor e turf, scegli la turf. Una turf su un fondo indoor liscio funziona male ma non è pericolosa; una indoor su sintetico bagnato è una scivolata che aspetta di succedere.
Perché le scarpe da calcio con i tacchetti sono la scelta peggiore
È l'errore più diffuso in assoluto: presentarsi al calcetto con le scarpe da calcio a 11 perché "tanto sono scarpe da calcio". Ci sono tre motivi tecnici per cui non funziona, e nessuno dei tre riguarda le prestazioni.
Il primo è biomeccanico. I tacchetti lunghi FG e SG sono progettati per affondare in un terreno cedevole: l'erba naturale si deforma, il tacchetto entra, e quando il piede ruota il terreno cede prima dei legamenti. Su cemento o su sintetico a filo corto il terreno non cede mai. Il piede resta ancorato, la rotazione del corpo si scarica interamente su caviglia e ginocchio, ed è esattamente il meccanismo che produce distorsioni e lesioni ai legamenti nei cambi di direzione.
Il secondo è la pressione plantare. Dodici tacchetti significano dodici punti di appoggio su un fondo rigido. La forza del peso corporeo moltiplicata dallo scatto si concentra su quelle poche aree, e il risultato dopo una partita è il classico dolore sotto l'avampiede. Le turf, con decine di microtacchetti, e le indoor, con la suola piena, distribuiscono lo stesso carico su una superficie molto più ampia.
Il terzo è il campo. I tacchetti lunghi strappano il filo del sintetico e rigano il cemento verniciato o il parquet. Non è un dettaglio: molti centri sportivi vietano esplicitamente per regolamento l'ingresso in campo con suole FG o SG, e in alcuni casi il costo del ripristino del fondo finisce a carico di chi lo ha danneggiato. Vale la pena controllare le condizioni della struttura quando prenoti, insieme a quanto costa affittare il campo.
Anatomia di una scarpa da calcetto
Una volta scelta la sigla giusta restano quattro elementi che distinguono un modello dall'altro. Vale la pena conoscerli perché sono anche le voci che giustificano le differenze di prezzo.
La tomaia
È la parte che tocca il pallone e la parte che determina la calzata. Nel calcio a 5 conta più che nel calcio a 11, perché il tocco avviene in spazi strettissimi e con il pallone quasi sempre a terra: sulle misure ridotte di un campo da calcio a 5 la differenza tra un controllo pulito e uno lungo di venti centimetri è un'occasione da gol.
- Pelle di canguro: il massimo per sensibilità e adattamento al piede, si modella sulla forma in poche sedute. Costosa, delicata, richiede manutenzione.
- Pelle di vitello o pelle sintetica premium: ottimo compromesso, più resistente all'acqua e all'abrasione.
- Microfibra sintetica: leggera, stabile nel tempo, non si allarga. È la scelta più comune nella fascia media.
- Tessuto tipo knit: avvolgente e leggerissimo, ottimo comfort, ma meno protettivo sui contrasti e più esposto all'usura sul quinto dito.
La suola e la mescola
Oltre al disegno conta la durezza della mescola. Una gomma più morbida offre più grip ma si consuma più in fretta; una gomma più dura dura di più ma scivola sui fondi lisci e polverosi. I modelli indoor di fascia alta usano spesso mescole differenziate: più tenaci nelle zone di appoggio e frenata, più dure sotto l'arco plantare.
Un secondo parametro poco pubblicizzato ma decisivo è la rigidità torsionale: quanto la scarpa resiste alla torsione lungo l'asse longitudinale. Una suola troppo flessibile lascia lavorare la caviglia senza sostegno nei perni; una troppo rigida trasferisce tutto al ginocchio. Il test in negozio è semplice: prendi la scarpa per punta e tallone e prova a torcerla. Deve cedere, ma opponendo una resistenza chiara.
Intersuola e ammortizzazione
Su parquet, resina e cemento la superficie non assorbe nulla: tutto l'impatto torna su piede, ginocchio e schiena. Un'intersuola in EVA o in schiuma tecnica di qualche millimetro cambia sensibilmente il comfort dopo i primi trenta minuti, ed è il motivo principale per cui chi gioca due o tre volte a settimana dovrebbe evitare i modelli più economici, che spesso hanno la sola suola in gomma incollata alla tomaia.
Chi ha già avuto fastidi a ginocchia o tendine d'Achille dovrebbe considerare anche un plantare dedicato, soprattutto nella fase di ripresa dopo una pausa. Sul tema trovi una guida al rientro all'attività senza infortuni.
Chiusura, lacci e collarino
I lacci centrali permettono la regolazione più precisa e uniforme; quelli decentrati liberano la zona di contatto con il pallone e migliorano il tocco, ma stringono in modo meno omogeneo. I modelli senza lacci, con calzino elastico, sono comodissimi ma vanno provati con attenzione: se la calzata non è perfetta il piede si muove all'interno, e nel calcetto un piede che scivola dentro la scarpa significa vesciche e appoggi imprecisi. Il collarino alto sulla caviglia ha un effetto propriocettivo più che di reale contenimento: dà una sensazione di stabilità, ma non sostituisce una cavigliera se hai una storia di distorsioni.
Taglia e vestibilità: l'errore che pesa più del modello
Si può sbagliare modello e giocarci comunque bene. Sbagliare taglia rovina qualsiasi scarpa, anche la migliore.
Quanto spazio lasciare in punta
La regola per il calcio e il calcetto è più stretta che per il running: circa 3-5 millimetri tra l'alluce e la punta, cioè poco meno di mezzo centimetro. Più spazio significa piede che scivola in avanti in frenata, con urto ripetuto delle dita contro la punta e unghie nere dopo poche partite. Meno spazio significa compressione e dolore già dal riscaldamento.
Piede largo, collo alto, piede stretto
Le forme cambiano molto tra marchi e tra linee dello stesso marchio. In linea generale i modelli di derivazione spagnola e le linee dedicate al futsal tendono ad avere una calzata più avvolgente e stretta, mentre alcune linee giapponesi e le versioni wide sono pensate per piedi larghi. Se hai il collo del piede alto, controlla che i lacci non arrivino a fine corsa già alla prima allacciatura.
Quando e come provarle
- Provale di sera: il piede a fine giornata è leggermente più gonfio, come durante la partita.
- Usa i calzettoni da gioco, non i calzini corti: fanno mezza taglia di differenza.
- Fai qualche cambio di direzione in negozio, non solo due passi in avanti. Il tallone non deve sollevarsi.
- Verifica che non ci siano cuciture in pressione sul quinto dito o sul malleolo.
- Se ordini online, controlla che il reso sia gratuito e ordina due mezze taglie quando sei incerto.
Quanto costano le scarpe da calcetto: le fasce di prezzo
Sul mercato italiano i prezzi di listino si distribuiscono su quattro fasce abbastanza riconoscibili. Gli importi qui sotto sono indicativi e riferiti al listino: in saldo o sui modelli della stagione precedente si scende facilmente del 30-50%.
| Fascia | Prezzo indicativo | Cosa aspettarsi | Per chi |
|---|---|---|---|
| Entry level | 30-55 € | Tomaia sintetica semplice, suola in gomma senza intersuola, calzata generosa | Prima esperienza, partite occasionali |
| Media | 55-95 € | Mescole migliori, intersuola ammortizzata, calzata più precisa, peso ridotto | Chi gioca una o due volte a settimana |
| Alta | 95-150 € | Tomaie tecniche, stabilità torsionale curata, mescole differenziate | Due o tre volte a settimana, campionati amatoriali |
| Top di gamma | oltre 150 € | Versioni elite delle linee da calcio, materiali premium, pesi minimi | Livello agonistico o preferenze molto specifiche |
Cosa cambia davvero salendo di fascia
Non cambia la prestazione in senso stretto: nessuna scarpa fa correre più veloce. Cambiano tre cose concrete. La durata della mescola, che nella fascia entry si consuma visibilmente in una stagione. La precisione della calzata, cioè quanto il piede resta fermo dentro la scarpa nei cambi di direzione. E il comfort nel finale di partita, che dipende quasi tutto dall'intersuola. Se giochi una volta a settimana, la fascia media è quasi sempre il punto di equilibrio migliore. Vale anche la pena guardare i modelli della stagione precedente: tra due generazioni consecutive le differenze tecniche sono in genere marginali, ma lo sconto arriva spesso al 40%.
I marchi di riferimento nel calcio a 5
Oltre ai generalisti del calcio come Nike, adidas e Puma, nel futsal hanno un peso specifico importante marchi più specializzati come Joma, Munich, Kelme e Mizuno, storicamente legati al movimento spagnolo e giapponese, dove il calcio a 5 è disciplina di primo piano. Le loro linee indoor tendono ad avere calzate più strette e suole progettate specificamente per il parquet, mentre i generalisti derivano spesso i modelli IC e TF dalle linee da calcio outdoor. Non è una regola assoluta, ma è un buon punto di partenza se hai il piede sottile e giochi al coperto.
Casi particolari: portiere, bambini, caviglie delicate
Le scarpe del portiere di calcio a 5
Il portiere di futsal si muove su pochi metri quadrati, esce in scivolata frontale e passa molto tempo in posizione bassa con le ginocchia flesse. Ha bisogno di due cose in più rispetto a un giocatore di movimento: grip immediato da fermo, perché quasi tutte le sue partenze avvengono senza rincorsa, e protezione laterale della tomaia, perché la scarpa struscia continuamente sul fondo nelle uscite. Le indoor con suola piena e mescola tenace sono in genere la scelta più adatta al coperto; all'aperto una turf con tacchetti bassi va bene, purché la tomaia sia in materiale resistente all'abrasione e non in tessuto leggero.
Scarpe da calcetto per bambini e ragazzi
Nei bambini vale la regola opposta a quella degli adulti sullo spazio in punta: meglio lasciare fino a un centimetro, perché il piede cresce e una scarpa troppo corta è un problema reale in età di sviluppo. Per il resto valgono le stesse regole di superficie: indoor in palestra, turf sul sintetico, mai tacchetti lunghi. Evita i modelli troppo rigidi e privilegia peso ridotto e ammortizzazione: nelle categorie giovanili la frequenza degli allenamenti è alta e il fondo, spesso, è duro. Un controllo della crescita ogni tre mesi è più utile di qualsiasi caratteristica tecnica.
Chi ha caviglie o ginocchia delicate
Se hai una storia di distorsioni, la priorità non è il modello ma la combinazione suola-superficie: la scarpa meno aggressiva compatibile con il fondo riduce il rischio di ancoraggio del piede. In pratica, sul sintetico preferisci una turf a microtacchetti piuttosto che una AG, e al coperto una indoor con mescola non troppo gommosa. Aggiungi una cavigliera se hai già avuto lesioni, e non trascurare il riscaldamento: nel calcio a 5 una quota importante di infortuni si concentra nei primi minuti di gioco, proprio per il tipo di movimenti richiesti. Sul recupero tra una partita e l'altra trovi indicazioni nella guida al recupero muscolare dopo lo sport.
I sette errori più comuni
- Usare le scarpe da calcio a 11. Il più frequente e il più rischioso: tacchetti lunghi su fondo rigido.
- Usare scarpe da running. Sono costruite per il movimento avanti-indietro, hanno intersuole alte e instabili lateralmente e nessuna trazione nei cambi di direzione.
- Scegliere in base al colore o al modello del campione preferito. Le versioni IC e TF di un modello famoso non sempre esistono, e quando esistono possono avere calzate diverse dalla versione FG.
- Prendere mezza taglia in più per stare comodi. Nel calcetto è la causa numero uno di vesciche e appoggi imprecisi.
- Non controllare che la mescola sia non marcante. Molte strutture indoor rifiutano l'ingresso con suole che lasciano segni.
- Tenere lo stesso paio per tre stagioni. Quando i microtacchetti sono lisci la scarpa non frena più, anche se esteticamente sembra intatta.
- Asciugarle sul termosifone. Il calore diretto indurisce colle e mescole e stacca la suola.
Durata, pulizia e quando cambiarle
Quanto durano le scarpe da calcetto
Molto dipende dal fondo. Su cemento verniciato e resina, che sono abrasivi, un paio di fascia media usato una volta a settimana dura in genere una stagione o poco più. Sul sintetico morbido si arriva tranquillamente a due stagioni. Su parquet, che è la superficie meno aggressiva, anche di più. Il parametro da guardare non è il tempo ma i chilometri di attrito: se giochi tre volte a settimana, aspettati di cambiarle ogni sei-otto mesi.
Come pulirle e asciugarle
- Togli i granuli e la polvere subito dopo la partita, quando lo sporco non si è ancora seccato.
- Lava la tomaia con panno umido e sapone neutro, mai in lavatrice: il cestello scolla la suola e deforma il contrafforte.
- Asciuga a temperatura ambiente, lontano da termosifoni e phon, riempiendo la scarpa di carta di giornale per assorbire l'umidità e mantenere la forma.
- Estrai la soletta e falla asciugare separatamente: è la parte che trattiene più umidità e cattivi odori.
- Non lasciarle chiuse nel borsone: è il modo più rapido per rovinare colle e materiali.
I segnali che è ora di cambiarle
- I microtacchetti della turf sono arrotondati o lisci nelle zone di avampiede e tallone.
- Senti il piede scivolare sul fondo in frenata anche su superficie asciutta e pulita.
- La suola presenta crepe trasversali nella zona di flessione delle dita.
- Compaiono dolori nuovi a pianta del piede, ginocchio o schiena nelle ore successive alla partita.
- Il tallone si solleva anche con i lacci stretti: il contrafforte ha ceduto.
La checklist prima di comprare
- So con certezza qual è la superficie del campo dove gioco più spesso.
- Ho scelto la sigla corretta per quella superficie (IC, TF o AG).
- La suola è non marcante, se gioco al coperto.
- Ho lasciato 3-5 mm tra alluce e punta (fino a 1 cm se è per un bambino).
- Ho provato le scarpe con i calzettoni da gioco.
- Il tallone non si solleva nei cambi di direzione.
- La scarpa oppone una resistenza chiara alla torsione.
- C'è un'intersuola ammortizzata, se gioco su cemento o resina.
- Il prezzo è coerente con quante volte a settimana gioco davvero.
- Ho verificato la politica di reso, se sto comprando online.
Domande frequenti
Le scarpe da running vanno bene per il calcetto?
No. Le scarpe da running sono progettate per un movimento lineare avanti-indietro: hanno intersuole alte, poco stabili lateralmente, e suole senza trazione nei cambi di direzione. Nel calcio a 5 aumentano il rischio di scivolate e di distorsioni della caviglia, e in più si consumano molto rapidamente sui fondi abrasivi.
Qual è la differenza pratica tra scarpe indoor e turf?
Le indoor (IC) hanno la suola piatta e sono pensate per parquet, PVC e resina, dove il grip arriva dall'attrito della gomma. Le turf (TF) hanno decine di microtacchetti alti pochi millimetri e sono pensate per erba sintetica a filo corto e cemento verniciato, dove serve un aggancio meccanico. Usare una indoor sul sintetico significa scivolare; usare una turf sul parquet significa rendere meno e, in molte strutture, non essere ammessi in campo.
Posso usare lo stesso paio sia indoor sia outdoor?
Con una turf si può, accettando un compromesso: funziona bene all'aperto e in modo sufficiente su resina indoor, ma non sul parquet. Le multi-ground (MG) sono nate proprio per questo tipo di alternanza. Se giochi regolarmente su entrambe le superfici, però, due paia dedicate rendono meglio e durano di più.
Le scarpe da calcetto devono essere strette?
Devono essere aderenti, non strette. Il piede non deve muoversi lateralmente né sollevarsi sul tallone, ma non deve esserci compressione sulle dita o sulle articolazioni. Lo spazio corretto in punta è di 3-5 millimetri.
Che taglia prendere rispetto alle scarpe normali?
Nella maggior parte dei casi la stessa taglia delle sneaker, ma la variabilità tra marchi è alta e alcune linee da futsal calzano mezza taglia più piccole. La misura da verificare è la lunghezza del piede in centimetri, quasi sempre indicata nelle tabelle taglie dei produttori, e la prova va fatta con i calzettoni da gioco.
Cosa significa suola non marcante?
Significa che la mescola di gomma non lascia striature nere sul pavimento. È un requisito imposto da moltissime palestre e palazzetti per proteggere parquet e superfici sintetiche, e va verificato prima di presentarsi a giocare al coperto: sulla scatola o sulla scheda prodotto compare come non-marking.
Posso usare scarpe da pallavolo o da basket per il calcetto?
Le scarpe da pallavolo, sulle superfici indoor, sono la sostituzione meno peggiore: hanno suola piatta non marcante e buona stabilità laterale. Restano però più alte e più ammortizzate del necessario, e la tomaia non è pensata per il contatto con il pallone. Le scarpe da basket sono generalmente troppo alte e pesanti. Nessuna delle due è adatta all'aperto.
Quanto durano le scarpe da calcetto?
Indicativamente una stagione giocando una volta a settimana su fondi abrasivi come cemento e resina, fino a due stagioni sul sintetico morbido o sul parquet. Il segnale più affidabile non è il tempo trascorso ma lo stato dei tacchetti o del disegno della suola: quando si appiattiscono, la scarpa non frena più.
Si possono lavare in lavatrice?
È sconsigliato. Il movimento del cestello e l'acqua calda indeboliscono le colle tra suola e tomaia e deformano il contrafforte del tallone. Meglio pulire la tomaia con un panno umido e sapone neutro, lavare a parte la soletta e asciugare a temperatura ambiente con della carta all'interno.
Servono scarpe diverse per il portiere?
Non obbligatoriamente, ma il portiere di calcio a 5 trae vantaggio da una suola con grip immediato da fermo e da una tomaia più resistente all'abrasione, perché struscia continuamente sul fondo nelle uscite. Al coperto una indoor con mescola tenace è in genere la scelta migliore.
Quanto conviene spendere se sono alle prime partite?
Per chi gioca in modo occasionale una scarpa entry level tra 30 e 55 euro è sufficiente, purché la sigla sia corretta per la superficie. Chi gioca con regolarità almeno una volta a settimana trova nella fascia 55-95 euro il miglior rapporto tra durata, comfort e precisione della calzata.
Sul sintetico è meglio AG o TF?
Dipende dal tipo di sintetico. Sul filo corto senza intaso, il classico campetto da calcetto, è meglio la TF. Sul sintetico di ultima generazione con filo lungo e granuli di gomma, dove il piede affonda leggermente, è meglio la AG. Se il campo è bagnato, la AG offre un margine di sicurezza in più in entrambi i casi.
In sintesi
Scegliere le scarpe da calcetto significa rispondere a una sola domanda: su cosa gioco? Parquet, PVC e resina chiedono una indoor con suola piatta non marcante. Sintetico a filo corto e cemento verniciato chiedono una turf. Sintetico di ultima generazione con intaso chiede una AG. Tutto il resto, dalla tomaia al peso al marchio, viene dopo e incide sul comfort e sulla durata molto più che sulla prestazione. Prendere la taglia corretta e rispettare la superficie risolve da solo la stragrande maggioranza dei problemi.
Se stai per cambiare scarpe, può esserti utile anche ripassare le regole del calcio a 5 e quanto dura una partita. E quando le hai scelte, il passo successivo è trovare dove usarle: cerca un campo da calcetto vicino a te su GIOCA e prenota in pochi secondi, verificando in anticipo superficie, copertura e prezzo.
Guida aggiornata a settembre 2026.